UNI 11719:2025 – Protezione delle Vie Respiratorie: La Nuova Guida Tecnica

Introduzione alla Norma UNI 11719:2025

Il 20 novembre 2025 è entrata ufficialmente in vigore la norma UNI 11719:2025, rappresentando un aggiornamento fondamentale nella disciplina della protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro. Questa revisione della precedente versione del 2018 introduce innovazioni significative che ridefiniscono gli standard di selezione, utilizzo e manutenzione degli Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie (APVR), in applicazione della norma europea UNI EN 529:2006. L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha confermato attraverso un comunicato ufficiale del 27 novembre 2025 l’importanza strategica di questa norma per la tutela della salute dei lavoratori esposti a rischi respiratori. La nuova edizione rappresenta uno strumento operativo fondamentale per l’implementazione di programmi strutturati di protezione respiratoria, introducendo per la prima volta requisiti dettagliati in materia di formazione e addestramento.
Riferimento Normativo: La norma UNI 11719:2025 è stata pubblicata il 20 novembre 2025 ed è disponibile sul catalogo ufficiale dell’Ente Italiano di Normazione (UNI). Sostituisce integralmente la precedente edizione UNI 11719:2018.

Contesto Normativo e Quadro Legislativo di Riferimento

La norma UNI 11719:2025 si inserisce all’interno di un preciso quadro normativo italiano ed europeo in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Comprendere questo contesto è essenziale per coglierne la portata applicativa e gli obblighi che ne derivano per i datori di lavoro.

Il Decreto Legislativo 81/2008 e l’Articolo 79

Il fondamento giuridico della protezione respiratoria sul lavoro risiede nel D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), in particolare nell’articolo 79, rubricato “Criteri per l’individuazione e l’uso” dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). La Legge 17 dicembre 2021, n. 215 ha introdotto il comma 2-bis all’articolo 79 del D.Lgs. 81/2008, stabilendo un principio fondamentale: in attesa dell’adozione di un nuovo decreto ministeriale, restano valide le disposizioni del Decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 2 maggio 2001, aggiornate con le più recenti norme tecniche UNI. Questo meccanismo di aggiornamento dinamico garantisce che i criteri di scelta dei DPI siano sempre allineati all’evoluzione tecnico-scientifica, conferendo alle norme UNI – come la 11719:2025 – un ruolo di riferimento tecnico cogente per i datori di lavoro.
Attenzione: Il D.M. 2 maggio 2001 riconosce espressamente le norme UNI come riferimento tecnico per la scelta dei DPI delle vie respiratorie (Allegato 2). L’aggiornamento alla UNI 11719:2025 comporta quindi l’obbligo per i datori di lavoro di adeguare le proprie procedure ai nuovi requisiti introdotti dalla norma.

La Norma Europea UNI EN 529:2006

La UNI 11719:2025 è una norma di applicazione nazionale della UNI EN 529:2006, dal titolo “Dispositivi di protezione delle vie respiratorie – Raccomandazioni per la selezione, l’uso, la cura e la manutenzione – Documento guida”. La UNI EN 529:2006 stabilisce il quadro europeo di riferimento per:
  • Le raccomandazioni sulla selezione degli APVR
  • Le modalità di utilizzo e manutenzione
  • I criteri per la preparazione di guide nazionali specifiche
La norma italiana UNI 11719:2025 costituisce quindi la declinazione nazionale di questi principi europei, adattandoli al contesto legislativo italiano e fornendo indicazioni operative dettagliate per l’implementazione di programmi di protezione respiratoria conformi alla legislazione nazionale.

La Classificazione dei DPI e la Categoria III

Gli APVR sono classificati come DPI di Categoria III, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/425. Questa classificazione identifica dispositivi destinati a proteggere da rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni irreversibili alla salute. Per i DPI di Categoria III, l’articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. impone obblighi stringenti:
  • Informazione ai lavoratori sui rischi dai quali il DPI li protegge
  • Formazione adeguata sulle modalità d’uso
  • Addestramento pratico sull’utilizzo del dispositivo
La UNI 11719:2025 fornisce le specifiche tecniche per l’adempimento di questi obblighi formativi.

Novità Principali della UNI 11719:2025 rispetto alla Versione 2018

La revisione 2025 della norma introduce modifiche sostanziali che trasformano l’approccio alla protezione respiratoria, passando da una visione prevalentemente tecnica a un sistema strutturato e documentato. Le innovazioni principali riguardano tre ambiti fondamentali: il Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (PPVR), la formazione obbligatoria e l’ambiente addestrativo.

Il Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (PPVR)

La principale innovazione della norma UNI 11719:2025 consiste nell’introduzione del concetto di Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (PPVR): un sistema strutturato, documentato e verificabile che governa l’intero ciclo di vita degli APVR in azienda. Il PPVR si articola in fasi operative precise:
  1. Selezione del dispositivo: Scelta dell’APVR più idoneo sulla base della valutazione dei rischi
  2. Valutazione dell’idoneità: Verifica dell’adattabilità del dispositivo al singolo lavoratore (fit test)
  3. Manutenzione programmata: Piano di controlli, pulizia e sostituzione componenti
  4. Gestione operativa: Procedure per la distribuzione, l’utilizzo e lo stoccaggio
  5. Documentazione: Registrazione delle attività, dei controlli e delle verifiche
  6. Formazione e addestramento: Percorsi strutturati per portatori, supervisori e responsabili

Definizione dei Ruoli Chiave nel PPVR

La norma identifica con precisione i ruoli e le responsabilità all’interno del programma: Responsabile del Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (RPPR):
  • Figura nominata dal datore di lavoro
  • Definisce, implementa, coordina e rivede il programma aziendale
  • Possiede conoscenze approfondite sulla protezione respiratoria
  • Ha esperienza documentata nella gestione degli APVR
Addestratori/Istruttori:
  • Persone competenti con formazione teorico-pratica specifica
  • Qualificazione minima: diploma di scuola secondaria
  • Formazione tecnica sul funzionamento dei dispositivi
  • Competenze nella conduzione di prove pratiche e fit test
  • Aggiornamenti periodici obbligatori
Manutentori:
  • Personale addetto alle operazioni di controllo, pulizia, sanificazione e riparazione degli APVR
  • Formazione specifica sulle procedure manutentive
Supervisori:
  • Figure che vigilano sull’utilizzo corretto degli APVR durante le attività lavorative
  • Formazione sulle procedure operative e sulla verifica del corretto utilizzo
Obbligo per il Datore di Lavoro: L’implementazione del PPVR richiede la nomina formale di un Responsabile del Programma e la definizione documentata di ruoli, responsabilità e procedure operative. La mancata organizzazione di un programma strutturato può configurare inadempimento agli obblighi di cui agli articoli 77 e 79 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Formazione Obbligatoria: La Novità Principale

Il cambiamento più significativo rispetto alla versione 2018 riguarda la formazione. La precedente edizione della norma non trattava affatto gli aspetti formativi. La UNI 11719:2025 colma questa lacuna introducendo requisiti dettagliati e prescrittivi per la formazione di tutti i soggetti coinvolti nel PPVR. Caratteristiche della Formazione per i Portatori di APVR: La norma prescrive un percorso formativo strutturato composto da:
1. Formazione teorica:
  • Conoscenza dei rischi respiratori
  • Tipologie di APVR e loro caratteristiche
  • Criteri di selezione
  • Modalità di utilizzo e limitazioni
  • Procedure di manutenzione ordinaria
  • Gestione delle emergenze
2. Addestramento pratico in ambiente simulato:
  • Prova del dispositivo in condizioni controllate
  • Simulazione delle condizioni operative reali
  • Verifica dell’adattabilità (fit test)
  • Gestione di situazioni di emergenza
Parametri formativi definiti dalla norma:
Parametro Requisito UNI 11719:2025
Durata minima Ore minime definite in funzione della complessità del dispositivo
Numero massimo partecipanti Limitato per garantire efficacia formativa
Rapporto formatore/portatori Specificato per le sessioni pratiche
Frequenza aggiornamenti Almeno ogni 5 anni o in caso di cambiamenti significativi
Modalità di erogazione Teoria + pratica obbligatoria
Aggiornamenti periodici obbligatori: La formazione non è un evento isolato, ma richiede aggiornamenti regolari:
  • Intervallo massimo: 5 anni
  • Aggiornamenti straordinari in caso di:
    • Introduzione di nuovi modelli di APVR
    • Modifiche delle procedure operative
    • Pubblicazione di nuove norme tecniche
    • Cambiamenti organizzativi significativi
Competenze definite per le diverse figure: La norma distingue i contenuti formativi in funzione del ruolo:
  • Portatori: Utilizzo pratico, manutenzione ordinaria, riconoscimento anomalie
  • Supervisori: Verifica del corretto utilizzo, gestione non conformità, procedure emergenza
  • Responsabile PPVR: Gestione complessiva del programma, valutazione rischi, selezione dispositivi, coordinamento formazione

L’Ambiente Addestrativo: Un Concetto Innovativo

La UNI 11719:2025 introduce il concetto di “ambiente addestrativo”, completamente assente nella versione precedente. Si tratta di un elemento fondamentale per garantire l’efficacia della formazione pratica. Definizione: L’ambiente addestrativo è un contesto controllato che simula efficacemente le condizioni operative reali in cui gli APVR saranno utilizzati, permettendo ai lavoratori di sperimentare il dispositivo in sicurezza. Caratteristiche dell’ambiente addestrativo:
1. Simulazione realistica:
  • Riproduzione delle condizioni ambientali del luogo di lavoro
  • Simulazione degli sforzi fisici richiesti
  • Riproduzione delle posture e dei movimenti lavorativi
2. Inclusione di scenari di emergenza:
  • Simulazione di situazioni critiche (fuoriuscite, perdite, ecc.)
  • Addestramento alle procedure di evacuazione
  • Gestione di malfunzionamenti del dispositivo
3. Sicurezza controllata:
  • Ambiente privo di rischi reali
  • Supervisione costante da parte di istruttori
  • Possibilità di interrompere l’esercitazione in caso di necessità
Benefici dell’ambiente addestrativo:
  • Aumento dell’efficacia formativa: L’apprendimento esperienziale in condizioni realistiche migliora la memorizzazione e la competenza
  • Riduzione degli errori operativi: I lavoratori acquisiscono dimestichezza prima dell’esposizione a rischi reali
  • Sviluppo della fiducia: Superamento delle resistenze psicologiche nell’utilizzo di dispositivi complessi
  • Verifica pratica dell’idoneità: Possibilità di testare il dispositivo in condizioni dinamiche simili a quelle lavorative

Confronto Sistematico: UNI 11719:2018 vs UNI 11719:2025

Per comprendere appieno la portata innovativa della nuova norma, è utile un confronto puntuale tra le due edizioni.
Aspetto UNI 11719:2018 UNI 11719:2025
Programma di Protezione Accennato senza dettagli operativi PPVR strutturato con fasi definite, ruoli e responsabilità precise
Formazione NON trattata Percorso strutturato obbligatorio: teoria + pratica, ore minime, numero partecipanti, aggiornamenti quinquennali
Ambiente Addestrativo Concetto assente Introdotto e dettagliato: simulazione condizioni reali ed emergenze
Fit Test Previsto per dispositivi a tenuta Confermato e dettagliato secondo Appendice A, con specifiche sui requisiti degli esecutori
Ruoli e Responsabilità Generici Definiti con precisione: RPPR, addestratori, manutentori, supervisori, portatori
Documentazione Suggerita Parte integrante del PPVR con registrazioni obbligatorie
Competenze Istruttori Non specificate Qualificazione minima, formazione tecnica, esperienza documentata, aggiornamenti
Consultazione Lavoratori Menzionata genericamente Enfatizzata nella fase di selezione per aumentare compliance

Il Processo di Selezione degli APVR secondo la UNI 11719:2025

La norma fornisce una metodologia rigorosa per la selezione degli Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie, articolata in fasi sequenziali che garantiscono la scelta del dispositivo più idoneo.

Fase 1: Identificazione dei Rischi e delle Condizioni Lavorative

La selezione parte sempre da un’analisi approfondita dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro:
  • Tipologia di contaminanti: Gas, vapori, polveri, fumi, nebbie, aerosol biologici
  • Concentrazione degli inquinanti: Misurazione o stima delle concentrazioni presenti
  • Proprietà chimico-fisiche: Stato fisico, volatilità, reattività, tossicità
  • Deficienza di ossigeno: Verifica della percentuale di O₂ (rischio se < 19,5% in volume)
  • Condizioni ambientali: Temperatura, umidità, presenza di spazi confinati
  • Caratteristiche del lavoro: Intensità dello sforzo fisico, durata dell’esposizione, mobilità richiesta

Fase 2: Calcolo del Fattore di Protezione Necessario (FPnec)

Il Fattore di Protezione Necessario rappresenta il rapporto tra la concentrazione dell’inquinante presente nell’ambiente e il valore limite di esposizione professionale. Formula:
FPnec = C / TLV-TWA
Dove:
  • C = Concentrazione dell’inquinante nell’ambiente
  • TLV-TWA = Threshold Limit Value – Time Weighted Average (valore limite di esposizione per 8 ore)
Esempio pratico:
  • Concentrazione di polvere di silice cristallina: 0,5 mg/m³
  • TLV-TWA: 0,05 mg/m³
  • FPnec = 0,5 / 0,05 = 10
L’APVR selezionato deve avere un Fattore di Protezione Operativo (FPO) superiore al FPnec calcolato.

Fase 3: Scelta Tipologica del Dispositivo

In base al FPnec e alle condizioni operative, si seleziona la categoria di APVR più appropriata: APVR Filtranti: Adatti quando:
  • La concentrazione di ossigeno è ≥ 19,5% in volume
  • La concentrazione dell’inquinante non supera il limite previsto per i filtri
  • Il contaminante è identificato e ha proprietà note
Tipologie:
  • Facciali filtranti (FFP): FFP1 (FPO = 4), FFP2 (FPO = 10), FFP3 (FPO = 30)
  • Semimaschere con filtri intercambiabili: FPO fino a 10
  • Maschere a pieno facciale con filtri: FPO fino a 400 (FPN 1000 per filtri P3)
  • Elettroventilati (PAPR): FPO variabile, maggiore comfort
APVR Isolanti: Obbligatori quando:
  • Concentrazione di O₂ < 19,5% in volume
  • Presenza di inquinanti sconosciuti o IDLH (Immediately Dangerous to Life or Health)
  • Concentrazioni estremamente elevate
Tipologie:
  • Autorespiratori a circuito aperto (SCBA): Aria compressa da bombola
  • Autorespiratori a circuito chiuso: Rigenerazione chimica dell’aria espirata
  • Apparecchi ad adduzione d’aria: Aria fornita da fonte esterna tramite tubazione
Principio di Precauzione: In caso di dubbio sulla concentrazione degli inquinanti o sulla deficienza di ossigeno, scegliere sempre il dispositivo con il livello di protezione superiore. In ambienti IDLH, utilizzare esclusivamente APVR isolanti.

Fase 4: Valutazione dell’Idoneità e Adeguatezza

Una volta identificato il tipo di dispositivo, occorre verificarne l’adeguatezza rispetto a: Fattori individuali:
  • Caratteristiche anatomiche del viso (forma, dimensioni, presenza di barba)
  • Condizioni di salute (patologie respiratorie, cardiache)
  • Tolleranza fisica e psicologica al dispositivo
  • Uso di dispositivi correttivi della vista o altri DPI
Fattori operativi:
  • Compatibilità con le attività lavorative da svolgere
  • Interferenze con attrezzature o altri DPI
  • Durata prevista dell’utilizzo e necessità di pause
  • Accessibilità per manutenzione e sostituzione componenti
Consultazione del lavoratore: La norma enfatizza l’importanza di coinvolgere il lavoratore nella scelta finale, permettendo, quando possibile, di provare diversi modelli per selezionare quello più confortevole e accettato. Questo aumenta significativamente la compliance nell’utilizzo corretto del dispositivo.

Fase 5: Esecuzione del Fit Test

Per tutti gli APVR con facciali a tenuta (semimaschere, maschere complete), la norma prescrive l’esecuzione del fit test (prova di adattabilità) sul singolo portatore. Scopo del fit test: Verificare che il dispositivo aderisca correttamente al viso del lavoratore, garantendo la tenuta prevista dal fattore di protezione nominale. Quando è obbligatorio:
  • Per tutti i dispositivi a tenuta facciale
  • Prima del primo utilizzo
  • Quando cambia il modello o la taglia del dispositivo
  • In caso di modifiche significative della conformazione facciale del lavoratore
Quando NON è richiesto:
  • APVR destinati alla sola fuga di emergenza
  • Dispositivi senza tenuta facciale (es. caschi, cappucci ventilati)
Metodologie:
1. Fit test qualitativo (QLFT):
  • Basato sulla risposta sensoriale del portatore a una sostanza test (es. soluzione dolce o amara)
  • Eseguibile con attrezzature semplici
  • Adatto per dispositivi con FPO ≤ 10
2. Fit test quantitativo (QNFT):
  • Misurazione strumentale del rapporto tra concentrazione esterna e interna al facciale
  • Richiede strumentazione specifica (es. Portacount™)
  • Metodologie: CNC (Condensation Nuclei Counting) o CNP (Controlled Negative Pressure)
  • Obbligatorio per dispositivi con FPO > 10
Requisiti dell’esecutore del fit test: La UNI 11719:2025 specifica che l’esecutore deve:
  • Essere una persona competente in materia di protezione respiratoria
  • Conoscere le caratteristiche funzionali e prestazionali degli APVR
  • Aver ricevuto formazione specifica e addestramento sull’uso della strumentazione
  • Applicare correttamente la metodologia prescritta nell’Appendice A della norma

Obblighi Operativi per i Datori di Lavoro

L’adozione della UNI 11719:2025 comporta una serie di adempimenti concreti per i datori di lavoro, che integrano e precisano gli obblighi generali previsti dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Implementazione del Programma di Protezione delle Vie Respiratorie

Azioni richieste:
1. Nomina del Responsabile del PPVR:
  • Designazione formale di una figura competente
  • Definizione chiara di compiti e responsabilità
  • Dotazione di risorse adeguate per l’attuazione del programma
2. Redazione del documento di programma:
  • Politica aziendale sulla protezione respiratoria
  • Criteri di selezione degli APVR
  • Procedure operative per l’utilizzo
  • Piano di manutenzione e controlli
  • Programma formativo
  • Sistema di registrazione e documentazione
3. Definizione dei ruoli:
  • Identificazione degli addestratori/istruttori
  • Designazione dei manutentori
  • Nomina dei supervisori operativi
4. Revisione periodica:
  • Verifica dell’efficacia del programma
  • Aggiornamento in caso di modifiche organizzative o normative
  • Audit interni per verificare la conformità

Organizzazione della Formazione Obbligatoria

Pianificazione formativa:
  • Formazione iniziale teorica: Da erogare prima dell’inizio dell’utilizzo degli APVR
  • Addestramento pratico: In ambiente addestrativo, con sessioni individuali o in piccoli gruppi
  • Fit test individuale: Per ogni lavoratore che utilizzi dispositivi a tenuta
  • Aggiornamenti quinquennali: Programmazione di corsi di aggiornamento almeno ogni 5 anni
  • Aggiornamenti straordinari: In caso di cambiamenti significativi
Selezione dei formatori: I formatori devono possedere:
  • Competenze documentate in materia di protezione respiratoria
  • Formazione tecnica specifica sugli APVR utilizzati in azienda
  • Capacità didattiche e pratiche per l’addestramento
  • Aggiornamenti periodici sulle novità normative e tecnologiche

Gestione Operativa e Manutenzione

Procedure da implementare:
1. Distribuzione controllata:
  • Sistema di assegnazione personalizzata degli APVR (quando applicabile)
  • Registrazione delle consegne
  • Verifica dell’avvenuta formazione prima della consegna
2. Manutenzione programmata:
  • Piano di controlli periodici secondo le indicazioni del fabbricante
  • Procedure di pulizia e sanificazione (particolarmente rilevanti per dispositivi riutilizzabili)
  • Sostituzione programmata di componenti soggetti a usura (valvole, filtri, guarnizioni)
  • Registrazione degli interventi
3. Gestione delle non conformità:
  • Procedura per la segnalazione di difetti o malfunzionamenti
  • Ritiro immediato di dispositivi non conformi
  • Analisi delle cause e azioni correttive
4. Stoccaggio:
  • Locali adeguati per la conservazione degli APVR
  • Condizioni ambientali controllate (temperatura, umidità, luce)
  • Protezione da contaminazioni

Documentazione e Registrazioni

Documenti da predisporre e conservare:
  • Registro APVR: Elenco dei dispositivi disponibili, con modelli, quantità, caratteristiche tecniche
  • Schede di valutazione dei rischi: Documentazione dell’analisi che ha portato alla selezione dei dispositivi
  • Attestati di formazione: Registri presenze, programmi didattici, verbali di addestramento pratico
  • Report dei fit test: Esiti delle prove di adattabilità per ciascun lavoratore
  • Schede di manutenzione: Registro degli interventi di controllo, pulizia e sostituzione componenti
  • Registro delle consegne: Assegnazione personalizzata dei dispositivi
  • Rapporti di audit: Verifiche periodiche del PPVR
Buona Prassi: La documentazione del PPVR costituisce evidenza oggettiva dell’adempimento degli obblighi di legge. In caso di verifiche ispettive o eventi infortunistici, la presenza di un programma documentato e attuato può rappresentare un elemento fondamentale per dimostrare la diligenza del datore di lavoro nell’adozione di misure di prevenzione e protezione.

Ambiti Applicativi e Settori di Interesse

La norma UNI 11719:2025 trova applicazione in tutti i contesti lavorativi in cui sussiste un rischio di esposizione per via respiratoria. I principali settori interessati includono:

Settore Sanitario e Sociosanitario

  • Rischi biologici: Esposizione a microrganismi patogeni (virus, batteri, funghi)
  • Procedure ad alto rischio: Intubazione, broncoscopia, procedure generatrici di aerosol
  • Dispositivi tipici: FFP2, FFP3, semimaschere e maschere complete per contesti specifici
  • Criticità: Necessità di dispositivi compatibili con altri DPI (occhiali, visiere), comfort per utilizzi prolungati

Industria Chimica e Farmaceutica

  • Rischi chimici: Gas, vapori organici e inorganici, polveri tossiche
  • Situazioni critiche: Manipolazione di sostanze CMR (cancerogene, mutagene, reprotossiche)
  • Dispositivi tipici: Maschere a pieno facciale con filtri specifici (A, B, E, K, ecc.), APVR isolanti per emergenze
  • Criticità: Selezione corretta del tipo di filtro, gestione della saturazione

Edilizia e Cantieristica

  • Rischi: Polveri di silice, amianto (bonifica), fumi di saldatura, vapori di solventi
  • Attività critiche: Demolizioni, lavori in quota, spazi confinati
  • Dispositivi tipici: FFP2/FFP3, semimaschere con filtri P3, elettroventilati per attività prolungate
  • Criticità: Compatibilità con elmetti e altri DPI, resistenza meccanica, manutenzione in cantiere

Manutenzione Industriale e Utilities

  • Rischi: Ambienti confinati con possibile deficienza di O₂, presenza di H₂S, CO, idrocarburi
  • Attività critiche: Ispezioni in serbatoi, vasche, cunicoli, reti fognarie
  • Dispositivi tipici: Autorespiratori SCBA, apparecchi ad adduzione d’aria
  • Criticità: Autonomia limitata degli autorespiratori, necessità di procedure di emergenza e soccorso

Agricoltura e Zootecnia

  • Rischi: Polveri organiche, bioaerosol, ammoniaca, fitofarmaci
  • Attività critiche: Manipolazione mangimi, pulizia ricoveri animali, trattamenti antiparassitari
  • Dispositivi tipici: FFP2/FFP3, semimaschere con filtri combinati (particelle + gas/vapori)
  • Criticità: Condizioni ambientali variabili, necessità di dispositivi economici per uso diffuso

Gestione Rifiuti e Bonifiche Ambientali

  • Rischi: Bioaerosol, polveri, gas di decomposizione, sostanze chimiche sconosciute
  • Attività critiche: Selezione rifiuti, bonifiche di siti contaminati, smaltimento amianto
  • Dispositivi tipici: Maschere a pieno facciale, elettroventilati, APVR isolanti in caso di rischio sconosciuto
  • Criticità: Valutazione del rischio spesso difficile, necessità di approccio precauzionale

Criticità e Sfide Applicative

L’implementazione della UNI 11719:2025 può presentare alcune sfide operative, che è importante conoscere e affrontare con strategie adeguate.

Resistenze Psicologiche e Culturali

Problema: L’uso di APVR, specialmente dispositivi complessi o a pieno facciale, può incontrare resistenze da parte dei lavoratori a causa di:
  • Disagio fisico (pressione sul viso, difficoltà respiratoria percepita)
  • Ostacoli alla comunicazione
  • Sensazione di claustrofobia
  • Riduzione del campo visivo
Strategie di mitigazione:
  • Coinvolgimento attivo: Consultazione dei lavoratori nella fase di selezione
  • Formazione efficace: Spiegazione chiara dei rischi e dell’importanza della protezione
  • Ambiente addestrativo: Familiarizzazione graduale con il dispositivo in condizioni controllate
  • Scelta del comfort: Quando tecnicamente possibile, preferire dispositivi più confortevoli (es. elettroventilati)

Presenza di Barba e Altri Ostacoli alla Tenuta

Problema: La presenza di barba, anche di pochi giorni, compromette significativamente la tenuta dei facciali. Studi dimostrano che con barba di 24 ore il fattore di protezione può ridursi fino al 50%. Soluzioni:
  • Policy aziendale chiara: Divieto di barba per chi utilizza dispositivi a tenuta
  • Alternative tecniche: Utilizzo di cappucci o caschi ventilati (che non richiedono tenuta facciale) quando tecnicamente compatibili con il rischio
  • Dispositivi PAPR: Elettroventilati a pressione positiva con cappuccio offrono protezione senza necessità di rasatura

Gestione dei Costi

Problema: L’implementazione di un PPVR completo comporta investimenti significativi:
  • Acquisto di dispositivi di qualità
  • Strumentazione per fit test
  • Formazione specialistica per istruttori
  • Tempo dedicato alla formazione dei lavoratori
  • Manutenzione e sostituzione componenti
Ottimizzazione:
  • Analisi costi-benefici: Confronto tra costi di protezione e potenziali costi di malattie professionali
  • Priorità sui rischi: Concentrazione iniziale sui rischi più elevati
  • Economie di scala: Standardizzazione dei modelli per facilitare gestione e manutenzione
  • Formazione interna: Sviluppo di competenze interne per ridurre dipendenza da consulenti esterni

Compatibilità tra DPI

Problema: Necessità di utilizzare contemporaneamente più DPI (es. APVR + occhiali da vista + elmetto + otoprotettori) può creare interferenze e ridurre l’efficacia complessiva. Approccio integrato:
  • Valutazione congiunta: Selezione di DPI compatibili tra loro
  • Test di compatibilità: Verifica pratica dell’assenza di interferenze
  • Soluzioni integrate: Preferenza per dispositivi che incorporano più funzioni (es. maschere con visiera integrata)

Prospettive Future e Evoluzione Normativa

La pubblicazione della UNI 11719:2025 rappresenta un passo significativo, ma il quadro normativo continua a evolversi.

Digitalizzazione e Tecnologie Emergenti

Si prevede un crescente utilizzo di:
  • Sistemi di monitoraggio intelligenti: APVR con sensori integrati per rilevamento saturazione filtri, qualità dell’aria respirata
  • Piattaforme digitali per la gestione del PPVR: Software per tracciabilità dispositivi, scadenze manutenzione, gestione formazione
  • Fit test digitale: Evoluzione verso metodologie più rapide e precise basate su scansione 3D del viso

Armonizzazione Europea

È auspicabile un maggiore coordinamento a livello europeo per:
  • Standardizzazione dei criteri di formazione e qualificazione degli istruttori
  • Riconoscimento reciproco delle certificazioni
  • Linee guida condivise per settori ad alto rischio

Aggiornamenti Futuri

La norma UNI 11719 sarà probabilmente soggetta a revisioni periodiche per recepire:
  • Innovazioni tecnologiche nei materiali e nei design dei dispositivi
  • Evidenze scientifiche su efficacia e limiti dei diversi sistemi di protezione
  • Feedback dall’applicazione pratica nei diversi settori industriali
  • Modifiche del quadro legislativo nazionale ed europeo
Raccomandazione Finale: Le informazioni fornite si basano sulla normativa tecnica UNI 11719:2025 e sulla legislazione vigente alla data odierna. Si raccomanda di consultare sempre le fonti ufficiali, come la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e il catalogo UNI, per le versioni più aggiornate dei testi di legge e delle norme tecniche. In caso di dubbi interpretativi o per situazioni specifiche complesse, è consigliabile rivolgersi a professionisti qualificati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Riferimenti Normativi e Fonti

Normativa Nazionale

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) e successive modifiche e integrazioni
  • Art. 77 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. – Obblighi del datore di lavoro in materia di DPI
  • Art. 79 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. – Criteri per l’individuazione e l’uso dei DPI
  • Legge 17 dicembre 2021, n. 215 – Introduzione comma 2-bis all’art. 79 D.Lgs. 81/2008
  • Decreto 2 maggio 2001 – Criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)

Norme Tecniche UNI

  • UNI 11719:2025 – Guida alla scelta, all’uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, in applicazione alla UNI EN 529:2006 (Pubblicata il 20 novembre 2025)
  • UNI EN 529:2006 – Dispositivi di protezione delle vie respiratorie – Raccomandazioni per la selezione, l’uso, la cura e la manutenzione – Documento guida

Regolamenti Europei

  • Regolamento (UE) 2016/425 – Dispositivi di protezione individuale (classificazione DPI Categoria III)